La Sardegna vive una specie di destino crudele legato alla sua immagine da copertina, che la ricopre come uno strato di albume che nasconde probabilmente la parte migliore, quella più autentica e verace. Chiunque abbia visitato la Sardegna "nascosta", cioè quella distante dall'immagine glamour delle coste affollate da barconi vipeggianti, potrà darvene testimonianza.
Esiste una fascia interna praticamente sconosciuta al grande pubblico (ma che trova aficionados soprattutto nei buongustai e negli amanti del turismo avventuroso) e una fascia esterna, costiera, che per bellezze naturalistiche non si discosta dalle più celebrate località balneari dell'Isola.
In particolar modo parliamo del Sulcis Iglesiente, una zona geografica divenuta provincia qualche anno fa, molto famosa per le sue risorse metallifere e minerarie, che nasconde insospettabili gioielli, alcuni dei quali sono ovviamente rinomati.
La cosa migliore da fare, se si sceglie di visitare il Sulcis, cioè l'area geografica intorno a Carbonia e Iglesias, è scegliere una base di partenza, come potrebbe essere un bed and breakfast a Iglesias e partire alla scoperta del menu turistico del luogo.
In rilievo sicuramente la Valle di Antas, con il sito archeologico appartenente a due epoche diverse, due storie, due invasioni che hanno lasciato il segno: Fenici e Romani. In particolare il tempio punico racconta una storia sarda, cioè si ricollega al culto di Babai Sardus Pater, la principale divinità del culto nuragico, antecedente la fase delle invasioni. Il tempio romano invece fu costruito per volere di Ottaviano Augusto e rifatto in epoca antoninea, da Caracalla, al principio del terzo secolo dopo Cristo.
L'aspetto interessante è che la vallata è immersa in un verde meraviglioso, che cattura lo sguardo e che vi fa sentire di colpo piombati in un'altra era. Se visitate il Foro Romano sicuramente c'è l'incanto delle grandi rovine della città, ma il traffico delle strade vi manterranno nei giorni nostri. Ad Antas, presso Fluminimaggiore, sembra proprio di fare un viaggio nel tempo.
Tra le spiagge assolutamente da non perdere, anche perché poco distante, è la costiera di Buggerru, famoso centro minerario, che negli ultimi anni si è riconvertito a centro turistico di primo livello, anche in ragione di fondali e calette spettacolari e interni da favola, che si prestano a escursioni, passeggiate e sport estremi.
Una zona geografica da tenere a mente, dunque, questo Sulcis Iglesiente, che va oltre le promesse che riesce a mantenere.