
La riviera partenopea, dominata dall’imponente mole del Vesuvio, è un vero scrigno di bellezze naturali e testimonianze di storia antica. Il fascino delle civiltà del passato, è raccontato dai parchi archeologici e dai monumenti ai piedi del possente vulcano.
A 1700 anni dalla tremenda eruzione del 79 d.C., che cancellò tutte le popolazioni dell’area vesuviana, gli scavi hanno restituito all’umanità, i preziosi tesori sepolti dalla cenere. Sono tornati alla luce i due siti archeologici più importanti del mondo: Pompei ed Ercolano.
I primi scavi iniziarono nel XVIII secolo nell’area di Ercolano, a seguito del ritrovamento delle strutture del Teatro, ancora sepolto e non accessibile ai visitatori.
Ciò che distingue Pompei da Ercolano, è che mentre la prima fu sepolta da uno strato di cenere e lapilli, la seconda, fu sommersa da una colata di fango e lava spessa fino a 25 metri. Proprio il fango agendo da sigillante, ha permesso l’ottima conservazione dei materiali: legno, stoffe e cibi, chiusi nel loro involucro, sono rimasti inalterati.
La scoperta più sorprendente, fatta ad oltre venti metri di profondità, è stata il ritrovamento della Villa dei Papiri, dalla quale è emerso il patrimonio di sculture in bronzo e in marmo, esposto oggi al Museo Nazionale di Napoli.
È stata ritrovata anche una superba collezione di oltre 1800 testi, custoditi all’epoca nella biblioteca dei papiri e oggi esposta alla Biblioteca Nazionale di Napoli. La villa, solo parzialmente scavata, è visitabile.
Dagli scavi del 1927, emersero il Foro, centro della vita economica, sociale e politica dell’antica Ercolano, la Palestra, grandioso edificio di età augustea, e le Terme suburbane, i principali bagni pubblici della città, divise in un settore maschile ed uno femminile.
Le ville romane ritrovate rivolte verso il mare, testimoniano che ad Herculaneum, i ricchi Romani, erano soliti trascorrere le vacanze.
Una delle più belle dimore della città, è la casa dell’Atrio a mosaico, con il bel pavimento bianco e nero.
Nel giardino della sfarzosa casa dei Cervi, sono state ritrovate statue di cervi assaliti da cani, oltre a quella del “Satiro con otre” e di “Ercole ubriaco”.
Nella casa del mobilio carbonizzato, è ancora conservato il mobilio in legno.
La casa di Nettuno e Anfitrite, con annessa bottega, vanta un grandioso atrio e la più bella decorazione a mosaico della città.
Belle anche le decorazioni pavimentali e parietali della Casa dello scheletro, ritrovato qui nel 1831.
Della parte pubblica, è riemerso anche il Sacello degli Augustali, splendidamente affrescato, e lungo il decumano, quello che doveva essere un luogo di riunione cittadino, probabilmente la Basilica.
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